Studio Legale Sant Andrea



 

 

Tutela del patrimonio nobiliare -
Certificazione notarile dello stemma nobiliare

Il diritto non può trascurare e anzi deve studiare e regolare gli attriti che possono sorgere. Lo Stato si è spogliato della funzione che aveva - non per “jure” proprio - di concedere il crisma della legalità all’uso dei titoli o alla loro conferma, e a tutte le questioni araldiche, avendo il titolo nobiliare perduto la particolare protezione della legge. Secondo la Costituzione, insomma, allo Stato non interessa affatto che qualcuno abbia un titolo nobiliare sia atavico che nuovo, e non gli vieta di fregiarsene e farne uso nei rapporti pubblici e privati, né considera reato l’abuso di titoli nobiliari. La costituzione repubblicana, intenzionata a non soffocare e lasciar perire parte del patrimonio storico della nazione (estrinsecatosi attraverso il rilascio del titolo di nobiltà), ma volendo insieme sopprimere la nobiltà come distinzione onorifica di una categoria d’individui, lasciò che i titoli nobiliari rimanessero come puro ricordo storico e valessero come parte del nome nei loro disgiunti predicati, o figurassero accanto al cognome, giusta la loro funzione di predicato. Tale annotazione si rende necessaria per non nuocere alla dignità storica posseduta nel tempo dalla famiglia, onde il titolo diventa ricordo anagrafico, ossia biografia storica della persona. Pertanto, la magistratura ordinaria è oggi l’unica autorità che ha il compito e la potestà di accertare la legale esistenza in una determinata famiglia e di dichiarare la spettanza “dei titoli nobiliari, predicati e stemmi annessi alla medesima”.

Il Tribunale Civile Internazionale, costituito nei modi e nei termini della legge italiana e del diritto internazionale, con sentenza accerta la spettanza del titolo nobiliare, del predicato e della legittimità dello stemma gentilizio in capo agli aventi diritto.
La sentenza pronunciata dal Tribunale Civile Internazionale assume la forza di sentenza di primo grado, secondo la legge italiana, dopo l'emissione del decreto d’esecuzione da parte del presidente del tribunale ordinario, ex art. 825 del codice di procedura civile. L'estratto della sentenza e del decreto del presidente del tribunale ordinario, sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
La suddetta sentenza, divenuta irrevocabile secondo la legge italiana, può avere esecuzione, salvo le limitazioni stabilite dal diritto internazionale, nel territorio degli Stati aderenti alla convenzione di New York del 10 giugno 1958. La sentenza, altresì, stabilisce la trascrizione sugli atti di cresima e di battesimo, secondo facoltà, del titolo e del predicato nobiliare.
Questa pietra miliare costituisce una verità incontrastabile rendendo giustizia alla nobiltà che vanta un’eredità d’onore e un patrimonio di virtù.

 

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